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Città di Caserta

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Mercoledì a Sant'Agostino la mostra di Lello Lopez

mostra lopez
mar 03 giu, 2014

Mercoledì 4 giugno, alle ore 18,30, presso il Museo di Arte Contemporanea della Città di Caserta, l’assessore alla Cultura Felicita De Negri inaugurerà la mostra d’arte contemporanea di Lello Lopez “L’etica persistente” a cura di Massimo Sgroi, in collaborazione con la Galleria Alfonso Artiaco e la Galleria studio legale.


Mostra: L’etica persistente

Artista: Lello Lopez

Curatore: Massimo Sgroi

Organizzatore: MAC3 Museo d’arte contemporanea Caserta

Luogo: Museo d’arte contemporanea Caserta, via Mazzini n°16

Inaugurazione: 4 Giugno dalle ore 18:30

Durata: Dal 4/6/2014 al 3/7/2014

Orari: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, martedì e giovedì ore 9-13 e 15-17

Ingresso libero

Per info: mac3caserta@gmail.com




Una nota sulla mostra

Le due installazioni realizzate per la mostra nascono dalla riflessione su alcuni aspetti che accompagnano il nostro vivere e il nostro pensiero contemporaneo: il decadimento morale e il rapporto con l’altro.

La prima installazione è composta da un pavimento realizzato su carta, dal testo lucreziano della “Peste di Atene” scritto sui muri e da immagini su tela di ambienti naturali insalubri. La riproduzione del pavimento, che occupa buona parte dello spazio del museo, è quella dei marmi di una villa sottratta alla camorra. Attraverso il coinvolgimento sensoriale e percettivo dell’evocazione di questo luogo, dove si sono decisi i destini di interi territori ed esistenze - e il racconto della peste che rivela la perdita di ogni virtù a causa del morbo - si è inteso narrare sotto forma di metafora l’insufficienza di regole e valori e riferimenti etici che definiscono la nostra contemporaneità.

La seconda installazione prende forma attraverso la creazione di un ambiente confortevole, da mobili che raccontano di vite senza anima con apparenti qualità. Sulle pareti immagini realizzate con tecniche miste su carta, acrilici su tela, foto e collage di immigrati ed extracomunitari. Sul tavolo è poggiato un racconto del 2005, “Ibrahim”, che traccia la vita di un giovane ingegnere venditore di collane. Questa riflessione su differenti tempi storici e il contatto tra la indifferente sicurezza dell’ambiente domestico abitato da persone poco inclini al dialogo sull’alterità e le esistenze “altre” narrate intorno provoca un cortocircuito interpretativo che si dischiude a svariate aperture di senso.

Molti degli elementi che compongono le installazioni sono oggetti reali che ricordano momenti di vita vissuta: riproposti in chiave di comunicazione estetica, come pensiero attivo, producono nuovi accadimenti. 

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