Lunedì 16 Giugno 21:15
Teatro dei Serici
Belvedere Reale di San Leucio
posto unico € 15,00
pietrArsa&mimmomaglionico
Ritmi delle tammorre contadine e della moderna civiltà
Industriale all’ombra del Vesuvio
| Mimmo Maglionico | Flauti Ciaramelle Sax Voce |
| Marzuk Mejiri | Voce Percussioni |
| Carmela Di Costanzo | Voce Tammorra |
| Carmine D’Aniello |
Voce
Chitarra acustica |
| Cristiano Califano | Chitarra battente Chitarra classisca Mandoloncello |
| Marta Riccardi | Basso elettrico |
| Arcangelo Nocerino | Batteria Percussioni |
Pietrarsa è, nel contempo, il nome dell’omonima pietra lavica del Vesuvio e quello della località nei pressi di Napoli dove, nel 1839, furono impiantate le officine meccaniche borboniche per la costruzione della prima tratta ferroviaria italiana, la Napoli-Portici. Ma PietrArsa è anche il nome che l’eclettico Mimmo Maglionico, dopo attenta riflessione, ha deciso di dare, nel 2004, al suo gruppo napoletano di world music per un duplice motivo. Innanzitutto, Pietrarsa, situata in prossimità di quell’entroterra campano ricchissimo di arcaica musica etnica, è un nome che evoca sia i ritmi delle tammorre contadine sia quelli della moderna civiltà industriale. Poi, perché i “ PietrArsa ” effettuano un incessante viaggio nel mondo di un folklore postmoderno, lontano dalle opprimenti maglie della filologia, con un occhio rivolto alla tradizione (tammurriate, tarantelle tradizionali, canti a distesa) e l’altro alla sperimentazione. I testi in napoletano, prevalentemente di Giovanni Vacca, parlano anche di guerra e precariato.
Musicista di solida formazione classica, nonché abile arrangiatore, Mimmo Maglionico rielabora la tradizione ( di recente ha musicato a ritmo di pizzica la celebre poesia di Raffaele Viviani “ ‘E ccose ‘mpruvvisate “, reintitolandola “ E chiù meglie ‘nammurate” ), contaminandola con forme musicali più contemporanee e di largo consumo ( pop, rock, tecno, ecc.) ed adoperando strumenti etnici dell’area mediterranea quali duduk, laud, clarone, buzuki ed altri. Ne risulta un ricco ed insolito tessuto armonico-orchestrale nel quale sono anche presenti, com’ è stato sagacemente notato, progressioni chitarristiche che “ ricordano la ricerca della grande madre mediterranea di Pagani e De Andrè in Creuza de mà (F. Vacalebre)
Nato da appena tre anni, il gruppo, che ha all’attivo l’omonimo CD edito da ALFAMUSIC, si pone nel panorama della world music come uno dei più innovativi della scena napoletana, grazie anche ad una dimensione live di forte impatto che gli ha consentito di effettuare già numerose tournée di successo all’estero: Francia, Spagna, Grecia, Pakistan, Croazia, ecc.
Programma
VOTTA A FÀ NOTTE, VOTTA A FA JUORNO
E CHIÙ MEGLIE ‘NAMMURATE
CHI SENTE ‘E PRIÀ
N’ATA GUERRA
SAZI E ‘NZALLANUTI
DISCOUNT KOSSOVO
KALINIFTA
‘O SARACINO
ELISABETTA
COMME PUÒ CANTÀ
CHE C’AGGIO PASSATO
SUONNO ‘E CARNEVALE
IN GALERA LI PANETTIERI
VESUVIO
TARANTELLA DEL GARGANO
SUITE DI TARANTELLE