10 Luglio ore 21.30
Teatro dei Serici, Real Belvedere di San Leucio

Ivano Fossati
L’arcangelo
A tre
anni di distanza da Lampo viaggiatore Ivano Fossati ci ha
regalato lo scorso febbraio un album di canzoni inedite dal
titolo L'arcangelo. Un album necessario. Un album per lunghi
tratti duro, veemente, violentemente poetico.
L’Arcangelo
non è infatti un disco intimista: non parla del suo autore;
racconta al contrario degli altri e di un presente che sembra
sempre più non trovar posto per questi altri. Gli altri,
dunque, dalla prima canzone all’ultima. Riflette Fossati;
visionario, poetico e concreto più che mai.
Riflette sulle azioni e sulle parole: economia, oriente, amore, sono
termini profondi, troppo svuotati di senso e significato da un
mondo che continua a scorrere cieco rispetto a quanto accade,
in modo apparentemente normale. Riflette su libertà e
democrazia: parole, nel nostro occidente e in troppe altre
parti del mondo, abusate e svuotate progressivamente di
significato, proprio da chi promette democrazia e libertà,
sempre più a buon mercato.
La
chitarra elettrica ritorna con il Fossati di oggi
prepotentemente in scena dopo anni di silenzio, quasi non ci
fosse stato spazio disponibile per sonorità più morbide o
arrangiamenti complessi. Musica immediata, più comprensibile,
figlia di questo tempo. Musica che consente di gridare, di
scandire i concetti con maggiore forza. Rock che permette alle
parole di graffiare. «In quello che è diventato il nostro
mondo non c’è più nulla o quasi che possa essere sussurrato»,
ascoltiamo. Un colpo che si abbatte secco e che sembra
inchiodarci. Ma Ivano Fossati riesce a trovare con la sua
musica, col suo ultimo lavoro, anche una strada decisamente
più ironica, più giocosa, come ha spesso fatto nel corso della
sua carriera. Nello stesso disco, dopo averci invitato a
riflettere, dopo averci indicato con decisione la deriva
dell’uomo del nuovo millennio, sembra invitarci a non perdere
forza e speranza, a trovare un sorriso, a lasciarci andare
all’ironia, di fronte a quanto ci accade. “Mai più nessuna
nostalgia” è la frase che ripetuta chiude l’intero lavoro; una
chiusa intimista e personale per una canzone d’amore. Una
scala a pioli a cui aggrapparsi. Una canzone d’amore per
tutti. Una canzone d’amore anche per noi stessi. E siamo già
in un altro tempo.
Biglietterie, prezzi e promozioni:
Costo del biglietto, posto unico € 25,00