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Paradiso perduto

Lunedi 26 Luglio 2005 ore 21,30

Il paradiso perduto Arresadeiconti 
Presenta
Paradiso perduto

testo e  regia
Alfonso Benadduce
pandemonio da
John Milton
con
Alfonso Benadduce Satana e Francesca Cutolo Eva
con poesie di
Silvia Bre

Traghettare uno dei poemi più valorosi della letteratura occidentale negli sprofondi più atri della catastrofe! Protagonista Lucifero, claudicante e dolente, privato del diletto dei sensi, vittima di incontrollate passioni prima di qualunque umano, immagine esemplare a effigiare il vizio, le cadute. Compare malcerto, atroce, beffardo - scompare. Appare la donna, tentata e a sua volta tentatrice - sparisce. Satana, e di lontano, nel buio più ostile Eva: una bollente effusione nell'eden pandemonio, negli inferi paradiso di piaceri. Signoreggia la rovina, l'incidente, qua e là intravisti in squarci di luce pesta. Ombre di gravità nell'ombra. Smozzicati versi. Serietà tragica e mai diletto. Eva smorta votata al suicidio. Ma oltre: un attacco all'arte, al poetare, una litania da paradiso mai avuto, né fiutato o lambito. Sberleffo. Silenzio. Splendore. Trionfa la ferocia, l'empio piacere del disfacimento, l'amato peccato: colpa, perdita, male - richiamo estremo per ciò che l'universo offre e proibisce. Desiderio. Polvere leccata e risputata sperando nel prodigio del teatro, corna raggianti e nere, liriche, guerra! Diavolo, ridotto al lumicino, a falciare radicalmente l'entusiasmo ottuso dei benigni, a sprigionare, tra un verso seicentesco e l'altro, sue smanie originali. Coerente il demonio diserta tra le quinte.