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Edoardo De Crescenzo

18 LUGLIO Teatro Dei Serici

A tre anni riceve in dono la sua prima fisarmonica; a cinque debutta al teatro Argentina di Roma[1] ed inizia gli studi classici con il maestro e direttore d'orchestra Giuseppe Bavota. Dopo gli studi di musica classica e molteplici esperienze musicali, alla fine degli anni Settanta, tra i vari lavori di De Crescenzo per la Ricordi, la rielaborazione della Czardas, composizione ungherese del XIX secolo che viene appositamente riadattata dal maestro Vittorio Monti e che porterà all'incisione, nel 1978, del brano La solitudine (Migliacci - Esposito - Monti). Debutta al Festival di Sanremo nel 1981 con Ancora (musica: Mattone/ testo: Migliacci), ottenendo il riconoscimento quale migliore interprete dalla giuria di qualità presieduta dal regista Sergio Leone.
Ha partecipato ad altre quattro edizioni del Festival di Sanremo: nel 1985 con il brano Via con me (musica: Mattone/ testo: Pace) che segna anche la fine del sodalizio artistico con Claudio Mattone; nel 1987 con L'odore del mare (scritta insieme a Morra e Fabrizio); nel 1989 con Come mi vuoi (scritta insieme a Mariella Nava) e successivamente interpretata anche da Mina, che l'ha inclusa in uno dei suoi lavori discografici (Canzoni d'autore, 1996); nel 1991 con E la musica va (scritta insieme a Del Prete), venduta anche in Francia, ed in Gran Bretagna con la versione inglese The beat goes on, interpretata da Phil Manzanera.
Nel 1984 incide Casualità, colonna sonora del film Fatto su misura con Ugo Tognazzi; nello stesso anno canta Taptitò nel film Così parlò Bellavista. Nel 1987 interpreta In fondo al mare, nell'album Storie di Toquinho. A metà degli anni ottanta, dopo aver interpretato brani scritti da altri autori, De Crescenzo inizia a comporre e, nel 1987 a pubblicare le sue canzoni.
Incide ogni due anni un album con la collaborazione di alcuni cantautori italiani, tra i quali Guido Morra, Maurizio Fabrizio, Eugenio Bennato, Giorgio Conte, Franco Del Prete e, dal 1993, Sergio Cirillo.
Il 1° maggio 1994 si esibisce a Scampia in occasione della Festa nazionale dei lavoratori e nello stesso anno è ospite insieme ad Angelo Branduardi al Premio Recanati (ora denominato Musicultura).
Il 3 maggio 1995 all'Auditorium Rai di Napoli tiene un concerto di beneficenza in favore dell'associazione La città invisibile, da cui sarà poi tratto il primo live della sua carriera artistica.
Nel 1996,dopo pochi mesi dall'uscita dell'album Live (Ottobre 1995), in occasione della promozione di Cielo su cielo, presenta, al Maurizio Costanzo Show, il progetto a cui collabora, La città invisibile, per il recupero dei detenuti del carcere di Poggioreale di Napoli presso il quale, poco tempo prima, si era esibito. Nell'estate del 1999 è ospite all'undicesima edizione del Premio Charlot (Paestum, Salerno) dove ripropone, dal vivo, alcuni dei suoi lavori più belli e nel 2000 incomincia a lavorare al nuovo album, che, dopo una lunga gestazione, porterà a La vita è un'altra[2].