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San Leucio è un esempio concreto di come i
Borbone costruivano i nuovi borghi per sperimentarvi impianti industriali
basandosi sulla autonomia industriale. La politica riformatrice
quindi non è solo data dal codice delle leggi ma è
visibile anche nell'aspetto urbanistico e architettonico del borgo,
non ispirato all'assolutismo monarchico ma ai principi di uguaglianza.
La città è organizzata con al centro la piazza della
seta e il portale settecentesco che da accesso alla reggia-filanda
e ai quartieri con le case operaie. Lo stile è razionale,
funzionale e semplice. I decori sono essenziali. Il complesso si
basa su forme geometriche quadrate e rettangolari non curvilinee
prerogativa dell'ambiente naturale collinare in cui è inserito.
I fabbricati, infatti, seguono i dislivelli del colle e i giardini
seguono i terrazzamenti. Il sogno di una città ideale con
teatro, ospedale, cattedrale e aree verdi finì
con la fine del '700 e l'avvento della rivoluzione francese. Ma
è rimasto il borgo e soprattutto gli artigiani e i maestri
che ancora tessono la seta.
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