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| 1776-1789:
i primi esperimenti e le prime stoffe |
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Attuazione dei primi tentativi di manifatture
seriche che iniziarono con la fabbricazione di veli, con questo artigianato
si impiantò anche una officina per la trattura della seta all'organzino
che trova sistemazione nel Real Cortile del Belvedere nel 1783. Il
progetto di sviluppo di San Leucio abbinato alla introduzione della
manifattura serica fu il miglior modo per Ferdinado IV, di continuare
il programma avviato dal padre,
Carlo III che aveva già pensato alla seta
quale fonte di raffinata ricchezza utile per l'economia del Regno,
tanto che nel 1759, diventato Re di Spagna, fece realizzare le fabbriche
seriche di Valenza. Nel 1787 a San Leucio venne consacrata la produzione
di stoffe in seta con l'introduzione di due gigantesche macchine idrauliche
che costituivano i filatoi alimentati con l'acqua dell'acquedotto
Carolino (costruito dal Vanvitelli per portare acqua alle maestose
cascate della Reggia di Caserta). Inizia così l'industrializzazione
del lavoro, ruote e leve azionate dalla forza motrice danno movimenti
agli aspi della trattura, ai valichi della filatura, alle piante della
torcitura.
I Borbone e la seta
I
Borbone già nel 1735 a Messina, fecero stampare il manuale
de "Le Regole" sulla trattura, la filatura e perfino
la negoziazione e commercializzazione delle stoffe. Per incentivare
la produzione serica del Regno delle due Sicilie, vennero vietate
le importazioni di tessuti in seta ed ambasciatori, consiglieri
e ministri per conto del Re viaggiavano l'Europa alla continua
ricerca di innovazioni tecniche e disegni pregiati da adottare
nelle Real Fabbriche. Nel 1737 anche a Napoli viene aperta la
prima Manifattura Reale a San Carlo alla Mortella per la lavorazione
di arazzi con maestri arazzieri fatti venire da Firenze e vennero
creati i laboratori-scuola per la formazione della manodopera
locale. |
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Viaggio virtuale nel borgo della seta
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