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Il restauro





Il progetto di recupero del Belvedere di San Leucio è stato il frutto di lunghe e approfonditi studi, durati molti anni che hanno coinvolto nomi significativi dell' architettura, della cultura industriale e in generale del mondo culturale. Nel 1984 la Fiat e la Benetton sponsorizzarono 5 progetti per San Leucio redatti da architetti e studiosi di fama mondiale. Alla prima progettazione di fattibilità ha fatto seguito nel 1985 un progetto esecutivo che puntasse a ripristinare gli spazi del complesso e li destinasse a funzioni precise utili alla Città di Caserta. L'idea di base del progetto che ancora oggi viene perseguita dall'Amministrazione, è dotare la città di una struttura turistica polivalente che possa catalizzare almeno in parte l'attenzione di oltre 1milione di visitatori annui della Reggia di Caserta.

L'intervento ha consentito prima di tutto di restituire all'edificio la sua antica fisionomia, recuperando tutto quello che non era stato irrimediabilmente distrutto. In particolare il ripristino della struttura è iniziato con l'utilizzo e il recupero dei materiali originariamente utilizzati per edificare la struttura, tegole, travi in legno, mattonelline in cotto, ecc. Si è proceduto alla riproduzione di macchine esistenti nel impianto della fabbrica serica, oggi sono perfettamente funzionanti come i due grandi torcitoi e l'antico telaio jacquard.Oggi il borgo di San Leucio e il Belvedere è diventato patrimonio dell'umanità, protetto dall'UNESCO. Il costante riconoscimento del mondo dell'arte, della cultura e delle istituzioni verso questo monumento lo rende sempre più vivo e proiettato verso un terzo millennio ricco di eventi e incontri culturali. A tal fine il complesso monumentale del Belvedere è stato dotato di centro congressi, spazi per attività espositive, l'utilizzo dei cortili per eventi culturali nonché una sezione didattica dedicata alla storia dell'edificio e alla manifattura della seta, con ausilio di tecniche multimediali e telematiche.

Galleria fotografica dell'opera di restauro