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Pittore, ingegnere e architetto. Fu il precursore del neoclassicismo,
fu uno dei protagonisti dell'architettura del Settecento. Figlio
del pittore olandese Gaspar van Wittel, nel 1701 venne portato dalla
famiglia a Roma, dove ricevette un'educazione molto eclettica, che
spaziava dal campo artistico e letterario a quello scientifico e
umanistico. Si narra che a soli sei anni abbia cominciato a dipingere
dal vero. Esordì come pittore con la Pala dei santi Cecilia
e Valeriano (1725 ca., Santa Cecilia in Trastevere, Roma). L'influenza
di Filippo Juvara, dell'arte antica e del Rinascimento lo avvicinarono
presto alla sua attività più importante: architetto
della fabbrica di San Pietro in Vaticano dal 1726, fu chiamato nelle
Marche da Clemente XII per partecipare alla costruzione delle fabbriche
pontificie, e a Napoli da Carlo III Borbone per edificare la magnifica
Reggia di Caserta. Iniziata nel 1752, con pianta rettangolare, la
reggia fa convivere vari stili: alla facciata lineare, costruita
secondo schemi classici, contrappone soluzioni scenografiche e spettacolari,
con grandi effetti decorativi e cromatici, e rivestimenti marmorei.
Durante la lunga permanenza a Napoli, Vanvitelli eseguì numerosi
disegni di architetture e decori di brillante fantasia (Palazzo
Reale, Caserta; Museo di San Martino, Napoli).
| Francesco
Collecini: un allievo modello della scuola del Vanvitelli |
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Francesco Collecini nacque a Roma nel 1723, poco
si conosce della sua giovinezza, ma certamente si form nella capitale,
frequentando gli studi dei pi illustri architetti del neoclassicismo
italiano. Nel 1753, in qualit di primo intendente del Vanvitelli,
ebbe lĠincarico dal maestro, della livellazione dellĠacquedotto Carolino,
destinato ad alimentare le cascate del parco della Reggia di Caserta,
compito che port a termine con estrema perizia. Condusse poi la direzione
dei lavori della Peschiera Grande e della Castelluccia nel parco reale;
cur la realizzazione del vasto complesso di Carditello e de Òle fabbricheÓ
del Monastero di Santa Nunziata a Capua. La presenza del Collecini
a San Leucio, invece, risale al 1773, epoca in cui Ferdinando IV comincia
ad attrezzare il territorio come luogo di svago e di caccia. Nel 1778,
in seguito alla morte del suo primogenito, il re abbandon questa
dimora e affido allĠ architetto Francesco Collecini i lavori di ampliamento
e realizzazione della Real Fabbrica della seta e i due quartieri di
abitazioni per gli operai della manifattura: i quartieri San Ferdinando
e San Carlo. Il Collecini, nel suo progetto di ampliamento, trasform
San Leucio, da luogo per il tempo libero del re, a campo di sperimentazione
tecnologica, urbanistica, sociale. Mor nel 1804 quando ancora ricopriva
lĠincarico di vice intendente di San Leucio e si stavano completando
i lavori per la chiesa di S. Maria delle Grazie.
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