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Giovanni Paisiello
Compositore italiano, considerato dopo Mozart il principale autore di opera comica ed è considerato come uno dei principali riformatori della musica moderna. Compì gli studi musicali a Napoli, presso il conservatorio di Sant'Onofrio a Capuana, con Francesco Durante. La sua attività teatrale ebbe inizio nel 1764, a Bologna, con l'opera Il ciarlone. In seguito si dedicò con successo anche all'opera seria, musicando libretti scritti da Metastasio. Nel 1775 fu chiamato a Pietroburgo, alla corte di Caterina la Grande, come maestro di cappella al posto di Tommaso Traetta. Nel 1784, per contrasti con l'ambiente musicale di corte e a causa della malattia della moglie, decise di ritornare a Napoli.
Simpatizzante della Repubblica partenopea, durante la rivoluzione del 1799 Paisiello venne invitato a Parigi per un periodo di tre anni (1801-1804) durante il quale riorganizzò la cappella musicale di Napoleone. Rientrato a Napoli, con la restaurazione dei Borbone venne privato di ogni incarico proprio a causa dei rapporti avuti con la Francia napoleonica. La produzione operistica di Paisiello, che copre un periodo di circa cinquant'anni, conta un centinaio di opere serie e comiche. L'evoluzione stilistica mantiene coerentemente al suo interno gli elementi che da subito contraddistinsero la capacità espressiva del compositore: da un lato la vena patetico-sentimentale ben esemplificata da uno dei suoi capolavori, la “Nina pazza per amore” (1789); dall'altro la vena comica di tradizione napoletana, adattata a testi letterari, quali Il mondo della luna (1782, su testo di Carlo Goldoni) e Il barbiere di Siviglia (1782, dalla commedia di Beaumarchais). Tra le altre opere del Paisiello si ricordano Il re Teodoro in Venezia (1784), Il Socrate immaginario (1775) e La Molinara (1788). Paisiello fu inoltre autore di messe, di oratori e di molta musica strumentale: sinfonie concertanti, concerti, quartetti e sonate
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Nina o sia La pazza per amore
Nella Real Colonia di San Leucio, il 25 giugno 1789, si celebrò un evento musicale, senza precedenti per l'epoca: la prima esecuzione della Nina pazza per amore di Giovanni Paisiello; un evento destinato a restare nella storia per gli sviluppi e l’incidenza di quest’opera sul panorama artistico-musicale del periodo a cavallo tra la fine del settecento e l’inizio dell’ottocento. Questo momento storico se sul piano politico fu gravido di attese e di importanti rivolgimenti sociali, sul piano culturale, fu di grande attenzione e divulgazione artistica grazie a quei preziosi dibattiti su ragione e natura, oramai riferiti ad ogni campo del vivere sociale, che con lettere, proclami e "querelle" prima, e con le armate francesi dopo, coinvolgeranno il pensiero di tutta l'Europa.
La rappresentazione si svolse, “in occasione di essersi portata la Maestà della Regina ad onorare la nuova popolazione di Santo Leucio", e fu accolta, come narrano le cronache (Gazzetta Universale del 30 giugno 1789), con entusiastici consensi dagli ospiti presenti quali "Esser stati invitati con biglietto i Capi Corte, Segretari di Stato, Generali, Ministri Esteri, con i Cavalieri delle rispettive Nazioni presenti a Corte, la Serenissima Duchessa di Saxe-Weimar, Il Cardinale Spinelli, i Comandanti della Squadra Spagnuola, con circa 50 Ufficiali di essa e altrettante Dame e cavalieri, in tutto non più di 240 persone"; consensi che continueranno a sostenere il successo e l'importanza dell'opera, più e più volte rappresentata, e ripresa, nel corso degli anni nei teatri italiani ed esteri.

Architetti Vanvitelliani
     
Ferdinando IV di Borbone
     
Bernardo Tanucci
     
Philipp Harcket
     
Giovanni Paisiello

 



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