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LEUCIANA FESTIVAL: UN’EMOZIONE
DA VIVERE di Nunzio Areni
30 giugno 31 luglio 2001 III EDIZIONE
Non è facile introdurre questa edizione di Leuciana Festival. Inizio
a pensare che, in realtà non è impresa facile parlarne, di Leuciana.
Sembra strano detto da chi, ogni anno, progetto e dirige la realizzazione
di un mese di eventi. Invece è la realtà. Come faccio a spiegare
l’entusiasmo e la soddisfazione o i problemi superati e gli ostacoli
aggirati ad ogni edizione? Assolutamente non è facile far capire
il mio attaccamento viscerale verso questa kermesse, nella quale
ogni anno progetto con sempre più determinazione di includere mille
idee, che alla fine sono sempre costretto a scemare, per nostri
o altrui impedimenti. Si può immaginare che finita un’edizione io
cominci a pensare alla prossima? Ancora, è quasi impossibile tradurre
in parole il senso di assenza che mi colpisce tutto l’anno, quando
entro nel cortile “Ferdinando” del Belvedere di San Leucio privo
del grande palcoscenico. Impossibile dare un significato all’emozione
che mi assale quando i macchinisti e i tecnici cominciano a montare
gli enormi tubolari e le assi del palco, sotto li sole e il bianco
accecante del grande piazzale. Non è facile introdurre, spiegare.
Ma qualcosa dirò. Dirò per esempio, dell’idea di festeggiare il
quarantennale dei Beatles, nata tra Giorgio Verdelli e me e condivisa
dagli artisti coinvolti. Dirò che in pochi giorni di fantascientifici
brain storming nei quali la parola più ricorrente ad ogni proposta
era “sarebbe veramente bello se…” tutto è diventato realtà. Il talk
show con la partecipazione di tanti e illustri ospiti, l’esposizione
di materiali inediti nelle sale del palazzo, gli spot televisivi
che richiamano la pop art, realizzati con pupazzi animati e un Ferdinando
IV a cavallo di un sommergibile giallo a cartoons, che vola sulla
città di Caserta. Siamo anche riusciti a realizzare l’evento musicale
con la partecipazione entusiasta di tanti artisti, alcuni che i
Beatles li hanno amati quarant’anni fa, quando rivoluzionarono il
modo di fare musica, altri più giovani, che ci faranno ascoltare
quando i Fab Four continuano ad essere vivi nella musica che passa
in radio nel ventunesimo secolo. Ma non solo di Beatles è fatto
questo Festival. E’ fatto di teatro. Della nuova edizione del lavoro
di Tato Russo, lo shakesperiano “Sogno di una Notte di Mezza Estate”,
l’unica versione italiana di un’opera del Bardo accettata nel museo
del Globe Theatre, una delle poche messinscene che ha messo d’accordo
critica e pubblico dimezzo mondo. Proprio Tato ha scelto di presentarla
prima a Leuciana Festival e poi all’Arena di Verona. Ancora teatro,
ed ancora un’altra prima per Corinne Clèry e Daniele Valmaggi, che
interpretano uno dei miti della letteratura romantica mondiale:
quel Trisano e Isanno che manca alle nostre scene da cinquant’anni
e che entusiasmerà certamente gli spettatori per il medioevo fantastico
e leggendario che il regista e il cast hanno saputo recitato. Torna
anche anche la danza. Torna Caserta Progetto Danza con uno stage
e una seleziona di giovani danzatori curata dall’etoile dell’Opera
di Roma Claudia Zaccari. I giovani allievi delle scuole di danza
di Caserta prepareranno una breve coreografia che aprirà lo spettacolo
in scena il giorno seguente: l’acclamata compagnia messicana Defols.
Tanta Spagna, tanto mediterraneo e le sue tradizioni di musica e
danza: due giganti come Paco De Lucia e Joaquin Cortés hanno, ognuno
nel suo campo, rivoluzionato il flamenco, innestandolo di sonorità
e materiali nuovi, entusiasmando le platee di tutto il mondo. Il
talentuosissimo Carlos Nunez è protagonista con i nostri Bottari
di Portico e la magnetica Noa di una serata all’insegna delle suggestioni
musicali mediterranee. Ma, raccontare ancora quello che sarà, le
emozioni che susciteranno gli artisti ospiti e i ricordi che ognuno
porterà con sé di ogni singolo concerto, è un compito che lascio
agli spettatori di Leuciana Festival.
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